Formulario per il trasporto rifiuti ed isole ecologiche.

Per una corretta compilazione del FIR relativi a trasporti in partenza dalle cosìdette “isole ecologiche” (centri di raccolta ex D.M. 8 aprile 2008) è necessario tenere presenti le seguenti fonti:

  • l’art. 193, D.lgs. n. 152/2006, come modificato, da ultimo, dal D.lgs. n. 116/2020;
  • il D.M. n. 145/1998, Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e) , e comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
  • il D.M. 8 aprile 2008, Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche;
  • la Circolare 4 agosto 1998 del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Circolare esplicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati individuati, rispettivamente, dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 145, e dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 148.

               Come è noto in base all’art. 193, c. 1, D.lgs. n. 152/2006 e succ. modd.,” il trasporto  dei  rifiuti, eseguito da enti o imprese,  e'  accompagnato  da  un  formulario  di identificazione (FIR) dal quale devono risultare i seguenti dati:  a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;  b) origine, tipologia e quantita' del rifiuto;  c) impianto di destinazione;  d) data e percorso dell'istradamento;    e) nome ed indirizzo del destinatario”. In attesa, inoltre, dell’emanazione del decreto attuativo del REN, Registro elettronico nazionale, che va a sostituire il SISTRI, Sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti, “…continuano ad  applicarsi  il  decreto del Ministro  dell'ambiente  1°  aprile  1998,  n.  145,  nonche'  le disposizioni relative alla numerazione  e  vidimazione  dagli  uffici dell'Agenzia delle entrate o dalle Camere  di  commercio,  industria, artigianato e agricoltura o  dagli  uffici  regionali  e  provinciali competenti in materia di rifiuti” (c. 3, art. citato).

               Nonostante, pertanto, siano trascorsi oltre 20 anni dalla sua emanazione, la disciplina tecnica relativa al formulario di trasporto rifiuti (d’ora in avanti FIR) è tutt’ora quella del decreto n. 148/1998 emanato, insieme al D.M. n. 145/1998 sul registro di carico e scarico, all’indomani dell’entrata in vigore della pregressa disciplina sui rifiuti (D.lgs. n. 22/1997). Questa ultrattività del D.M. n. 145/1998 fa si che debba considerarsi tutt’ora efficace ed in vigore anche la Circolare interpretativa del 4 agosto 1998, parimenti emanata dal Ministero dell’Ambiente poco dopo l’entrata  a regime della disciplina su FIR e registro di carico e scarico.

 

Prima di esaminare le ultime norme citate corre, tuttavia, l’obbligo di fare un brevissimo accenno alla disciplina relativa ai centri di raccolta (CRC), altresì detti “isole ecologiche” di cui al D.M. 4 aprile 2008 e succ. modd..

Constatato, ai sensi dell’Allegato I, che il deposito di rifiuti presso il centro di raccolta non può superare i tre mesi (punto 7.1, Allegato I al D.M. citato), va da se che, anteriormente allo spirare di tale termine i rifiuti debbano essere avviati a recupero o a smaltimento, con correlata “contabilizzazione” della movimentazione ai sensi del punto 6.5. del medesimo allegato.                Al riguardo la Scheda rifiuti avviati a recupero/smaltimento dal centro di raccolta di cui all’allegato I.B al D.M. 4 aprile 2008 - reca le informazioni minime per i rifiuti in ingresso e in uscita dal Centro, ovvero: descrizione e tipologia del rifiuto; codice dell’elenco dei rifiuti; quantitativi avviati al recupero/smaltimento, con la relativa unità di misura; firma dell’addetto al centro di raccolta.

Se parliamo, peraltro, di un trasporto di rifiuti pericolosi, il produttore degli stessi deve compilare la Scheda IB. Al riguardo il comma 16 dell’art. 193, D.lgs. n. 152/2006, recentemente modificato dal D.lgs. n. 116/2020, prevede l’efficacia sostituiva del FIR rispetto alla menzionata Scheda IB (peraltro con registrazione contestuale di carico e scarico sull’apposito registro ai sensi del nuovo art. 190, c. 9, D.lgs. citato).

 

A questo punto la domanda da porsi è chi sia il soggetto che è tenuto a procedere alla compilazione del menzionato formulario? Il produttore e/o il detentore del rifiuto?

Le definizioni sia dell’uno che dell’altro soggetto sono contenute nell’art. 183 del D.lgs. n. 152/2006, dovendosi intendere per produttore di rifiuti “il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore)” (art. 183, c.1, lett. F, D.lgs. cit.) e per detentore “il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso;” (lett. h, art. citato). 

Generalmente la conduzione di un’isola ecologica risulta appaltata dal Comune a privati,  assegnatari del contratto per la raccolta rifiuti e la gestione del centro di raccolta. Stando alla definizione di “produttore di rifiuti” sopra riportata appare, pertanto, come il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile la produzione del rifiuto non possa non essere il Comune, committente del servizio di gestione del centro di raccolta, al contrario dovendo intendersi l’assegnatario del servizio  quale “detentore” dei rifiuti ai sensi della definizione sopra riportata (in virtù della relazione di possesso con il rifiuto che si decide di allontanare dal centro di raccolta approssimandosi il termine dei tre mesi).

Ora potrebbe porsi un problema (in realtà solo apparente) a fronte del contrasto tra le diverse norme regolatorie della materia in quanto rileva da un lato il D.M. n. 145/1998 che afferma, all’Allegato C, Descrizione tecnica, in relazione al punto 1 della scheda di compilazione, ovvero i dati del Produttore/Detentore,  che “Nella prima sezione dovranno essere riportati:  A)  nella  casella  (1)  i  seguenti  dati  identificativi del produttore o detentore che effettua la spedizione dei rifiuti:  - DENOMINAZIONE O RAGIONE SOCIALE DELLA IMPRESA  - CODICE FISCALE DELL'IMPRESA   - INDIRIZZO DELL'IMPIANTO O UNITA' LOCALE DI PARTENZA DEL RIFIUTO  - EVENTUALE N. ISCRIZIONE ALL'ALBO DELLE IMPRESE CHE EFFETTUANO  ATTIVITA' DI GESTIONE RIFIUTI O AUTORIZZAZIONE O ESTREMI DELLA  DENUNCIA DI INIZIO DI ATTIVITA' EFFETTUATA AI SENSI DEGLI ARTT. 31 E 33, DEL DECRETO LEGISLATIVO 5.2.97, N. 22.” (par. III, Allegato C, D.M. n. 145/1998 citato).

Ai sensi del D.M. n. 145/1998 quindi delle due l’una: o inseriamo i dati del produttore “o” inseriamo quelli del detentore, dovendosi dedurre tale alternatività ai sensi della lettera disgiuntiva “o” contenuta in Allegato C del D.M. n. 145/1998.  In base a tale disposizione, tutt’ora valida, sarebbe quantomeno “stravagante” inserire i dati di entrambi.

Ma v’è un però.

Analizzando, infatti, la lettera del nuovo art. 193, c.1, D.lgs. n. 152/2006 modificato dal D.lgs. n. 116/2020, notiamo come dal formulario debbano risultare i seguenti dati “a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore…”. In base a quest’ultima disposizione, pertanto, sembrerebbe pienamente legittimo inserire nel formulario di trasporto i dati di entrambi i soggetti, stante la chiara congiunzione data dalla lettera “e” al posto della soluzione alternativa desumibile dalla lettera “o” al contrario rinvenibile nelle istruzioni tecniche per la compilazione del FIR sopra richiamate.

Nessuno ausilio perviene, purtroppo, sul punto dalla sopra rammentata Circolare interpretativa dl 4 agosto 1998.

Fortunatamente, come detto, il contrasto di norme è, tuttavia, soltanto apparente in quanto dalle due disposizioni sopra riportate palesa un diverso modo di intendere la figura del “detentore” menzionata da entrambe. Invero nel caso dell’allegato C al D.M. n. 145/1998 il legislatore parla, senza ombra di dubbio, del soggetto che “effettua la spedizione di rifiuti”, che potrebbe essere o il produttore degli stessi o, in alternativa, il detentore in virtù di un potere di fatto sulla cosa (come, nel caso in questione, il gestore dell’isola ecologica).  Al contrario la nozione di detentore che si ricava dalla lett. a, dell’art. 193, c. 1, D.lgs. n. 152/2006, deve riferirsi, a nostro parere, al trasportatore, al quale il produttore del rifiuto trasferisce il possesso dei rifiuti (rectius “detenzione”), nel senso che il trasportatore effettua il trasporto per conto del produttore dei rifiuti che glieli ha conferiti (ed in relazione ai quali, non a caso, il produttore mantiene la responsabilità condivisa di cui all’art. 178, D.lgs. n. 152/2006, fino al rientro tempestivo della quarta copia del FIR entro i tre mesi previsti dalla legge). Tale lettura appare confermata anche dal fatto che, opinando diversamente, sarebbe molto strano che il legislatore richieda di inserire nel FIR i dati del “detentore” e poi si sia dimenticato di chiedere l’inserimento anche di quelli del “trasportatore” (che infatti non è citato al comma 1 dell’art. 193, D.lgs. citato), pur richiedendo anche i dati del “destinatario” (lett. e, c. 1, art. citato).

La proposta  lettura risulta, infine, anche in accordo al coordinamento che deve ritenersi sussistere tra la legge di rango primario, e cioè l’art. 15, c. 1, dell’abrogato D.lgs. n. 22/1997 – reiterato dal corrente art. 193, c. 1, D.lgs. n. 152/2006 – che detta i principi generali della disciplina sul FIR, e la normativa tecnica attuativa, emanata in tal senso – D.M. n. 145/1998.

Una differente lettura porterebbe ad un conflitto tra il D.M. n. 145/1998 e la legge che sta a monte dello stesso, in contrasto al rapporto armonico al contrario richiesto dall’art. 4, c. 1, delle Disposizioni sulla legge in generale (così dette Preleggi al Codice civile) secondo il quale i “regolamenti”, e cioè i decreti ministeriali, “non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi” (non a caso fino ad oggi il D.M. n. 145/1998 non è stato mai impugnato per illegittimità, derivata o sopravvenuta, rispetto alla legge generale che sta a monte dello stesso).

 In questi, come in altri casi dubbi, soccorre, peraltro, sempre la casella “annotazioni” presente sul FIR, dove potrebbero essere riportate tutte quelle informazioni ritenute utili a fronte di eventuali controlli su strada.

Avv. Marco Fabrizio