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Circolare 51657 2021 MITE Criticità interpretative D L vo 116 2020.pdf [495.71Kb]
Caricato 3 settimane fa da M. Fabrizio

Decreto MEDI impianti

Con il D.lgs. 15 novembre 2017, n.183, “Attuazione della direttiva (UE) 20152193 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonche' per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell'atmosfera, ai sensi dell'articolo 17 della legge 12 agosto 2016, n. 170” (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2017), il legislatore ha apportato significative modifiche ai titoli I, Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attivita', e II, Impianti termici civili, della parte quinta del D.lgs. n. 1522006, nonché agli Allegati I della medesima parte quinta, Valori di emissione e prescrizioni, IV, Impianti e attivita' in deroga, V – parte 1, Emissioni di polveri provenienti da attivita' di produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali polverulenti, e allegato VI, Criteri per i controlli e per il monitoraggio delle emissioni.

Terre e Rocce da scavo

In attuazione dell'art. 8, D.L. n. 1332014, recante Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 1642014, il D.P.R. 13giugno2017, n.120. “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.”

SOTTOPRODOTTI. Ulteriori chiarimenti dalla Circolare 7619 del 30 maggio 2017

Il D.M. n. 2642016 , Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti, si pone come un’importante documento interpretativo per comprendere, con sufficienti margini di certezza, quando ci si trovi innanzi ad un sottoprodotto ai sensi dell’art.184-bis, D.lgs.n.1522006 e succ.modd..

Requisiti dei SOTTOPRODOTTI

Con il Decreto 13 ottobre 2016, n. 264, del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2017) il legislatore ha fissato gli attesi criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti “…al fine di favorire ed agevolare l'utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione…

Legge n. 682015 sugli Ecoreati dopo il bastone la carota della prescrizione estintiva

La legge n. 682015 introduttiva nel codice penale del nuovo Titolo VI°-Bis, rubricato 'Delitti contro l'ambiente' (pubbl. in Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015), contiene anche un altrettanto attesa parte dedicata all’estinzione, in via amministrativa, delle ipotesi di contravvenzioni di cui al D.lgs. n. 1522006 e succ. modd., alla stregua di quanto da anni previsto dal D.lgs. n. 7581994 nel contiguo settore della sicurezza sui luoghi di lavoro. Campo applicativo. Venendo, dunque, a quella che appare, evidentemente, come la “carota” offerta dal legislatore ambientale, subito dopo il “bastone” dei nuovi ecoreati in seno al cod. penale, la disciplina appare contenuta al comma 9 dell’art. 1 della l. in questione, con la quale il legislatore ha introdotto in calce al testo del D.lgs. n. 1522006 (c.d. TUA, Teso Unico Ambientale) una nuova Parte Sesta-bis, intitolata “Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale”.

SISTRI non obbligatorio per le aziende con meno di 10 dipendenti

Con il D.M. 24 aprile 2014 il Ministero dell’Ambiente interviene nuovamente sulla disciplina del SISTRI, a cominciare niente meno che dai soggetti obbligati ad aderire al sistema di controllo elettronico della tracciabilità dei rifiuti.

Risultano, pertanto, oggi tenuti in tal senso a) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attivita' agricole ed agroindustriali con piu' di 10 dipendenti, esclusi, indipendentemente dal numero dei dipendenti, gli enti e le imprese di cui all'art. 2135 del cod. civ. che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell'art. 183, c. 1, lettera pp) del d.lgs. 1522006; b) gli enti e le imprese con piu' di dieci dipendenti, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi di cui all'art. 184, c. 3, lettere b), c), d), e), f) ed h), del d.lgs. n. 1522006 e succ. modd.

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Diritto dell'Ambiente e Sicurezza sul lavoro